Francesco's profileIn direzione ostinata e ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 29

    Imagine

     
    Imagine
    John Lennon (1971)
     
    Imagine there's no heaven
    It's easy if you try
    No hell below us
    Above us only sky
    Imagine all the people
    Living for today...

    Imagine there's no countries
    It isn't hard to do
    Nothing to kill or die for
    And no religion too
    Imagine all the people
    Living life in peace...

    You may say I'm a dreamer
    But I'm not the only one
    I hope someday you'll join us
    And the world will be as one

    Imagine no possessions
    I wonder if you can
    No need for greed or hunger
    A brotherhood of man
    Imagine all the people
    Sharing all the world...

    You may say I'm a dreamer
    But I'm not the only one
    I hope someday you'll join us
    And the world will live as one
     
     
       
     
    March 26

    Strawberry fields forever

     
     
     
    Strawberry fields forever
    The Beatles - Magical mystery tour (1967)
     
    Let me take you down, 'cos I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real and nothing to get hungabout.
    Strawberry Fields forever. Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.
    It's getting hard to be someone but it all works out, it doesn't matter
    much to me.
    Let me take you down, 'cos I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real and nothing to get hungabout.
    Strawberry Fields forever.
    No one I think is in my tree, I mean it must be high or low.
    That is you can't you know tune in but it's all right, that is I think
    it's not too bad.
    Let me take you down, 'cos I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real and nothing to get hungabout.
    Strawberry Fields forever.
    Always, no sometimes, think it's me, but you know I know when it's a dream.
    I think I know I mean a 'Yes' but it's all wrong, that is I think I disagree.
    Let me take you down, 'cos I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real and nothing to get hungabout.
    Strawberry Fields forever.
    Strawberry Fields forever.
     
    March 22

    Liberazione di Mastrogiacomo. Grazie al mediatore di Emergency

     

    Vignetta di Vauro apparsa sul manifesto del 22/03/2007

    March 15

    Ficarra e Picone: Pino Puglisi

     
      
    March 14

    Everybody's got to learn sometime

     
    Everybody's got to learn sometime
    The Korgis 1980
     
     Change your heart
    Look around you (look around....)
    Change your heart
    It will astound you
    I need your lovin'
    Like the sunshine

    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime

    Change your heart
    Look around you (look around...)
    Change your heart
    Will astound you (will astound you)
    I need your lovin'
    Like the sunshine (will you love me?)

    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime

    I need your lovin' (your lovin')
    Like the sunshine (will you love me?)

    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime

    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime

    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime
    Everybody's gotta learn sometime
     

     
    Trecento fori per piastra con una punta da 12 mm, poi altri trecento con una punta da 20,  duecento linee tracciate con una punta d'acciaio molto dura per scalfire la superficie, punzonatura del'acciaio per segnare i punti da forare, prima solo un colpo per segnare il punto esatto, poi se è corretto almeno altri tre per renderlo evidente, se il primo colpo è andato fuori, cercare di correggere con altri colpi e mettendo la punta inclinata (mi hanno insegnato come si fa), in totale almeno 1200 colpi per piastra con un mazzuolo da 1 kg (anche qui mi hanno insegnato come fare), il tutto moltiplicato per 6 piastre d'acciaio da 6 mm alte 100, 4 m di lunghezza, e del peso di 30 kg circa ciascuna (senza contare tutti gli altri pezzi tagliati e forati). Finora siamo riusciti a forare meno di mezza piastra.
    Fatto questo lavoro bisognerà saldare i connettori, inserire le piastre nelle travi in legno dopo aver colato la resina. Indurita la resina bisognerà fare il getto della soletta in calcestruzzo e poi dopo 28 giorni di maturazione le prove a flessione fino a rottura. Mi sa che non ce la facciamo per aprile. 
     
    Dimenticavo, sono tre giorni che faccio questo lavoro ed ho già la panza da muratore
     
    March 13

    Ti regalerò una rosa

     
    Ti regalerò una rosa
    Simone Cristicchi
     
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
    Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
    E una rosa per poterti amare
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa bianca come fossi la mia sposa
    Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
    Ogni piccolo dolore

    Mi chiamo Antonio e sono matto
    Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
    Credevo di parlare col demonio
    Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
    Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
    Perdona la calligrafia da prima elementare
    E mi stupisco se provo ancora un’emozione
    Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

    Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
    L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
    E giorno e notte si assomigliano
    Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
    Me la faccio ancora sotto perché ho paura
    Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
    Puzza di piscio e segatura
    Questa è malattia mentale e non esiste cura

    Ti regalerò una rosa
    Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
    Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
    E una rosa per poterti amare
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa bianca come fossi la mia sposa
    Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
    Ogni piccolo dolore

    I matti sono punti di domanda senza frase
    Migliaia di astronavi che non tornano alla base
    Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
    I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
    Mi fabbrico la neve col polistirolo
    La mia patologia è che son rimasto solo
    Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
    E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

    Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
    Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
    Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
    Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
    Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
    Eri come un angelo legato ad un termosifone
    Nonostante tutto io ti aspetto ancora
    E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

    Ti regalerò una rosa
    Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
    Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
    E una rosa per poterti amare
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa bianca come fossi la mia sposa
    Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
    Ogni piccolo dolore

    Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
    Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
    I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
    Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
    Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
    Perdona la calligrafia da prima elementare
    E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
    Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare. 

     

     


     
     
     
    March 11

    A casa di Anna

     

    Mi piaceva andare a casa di Anna, non so bene perché, forse perché ho iniziato ad andarci in primavera, all’inizio quasi ogni sera poi anche di giorno. Sono sempre stato attratto da quella casa, si perché la conoscevo da quand’ero piccolo, la vedevo da fuori, dal basso di una stradina stretta e in ombra anche in pieno giorno, nella parte più antica della città. Più alta delle case vicine e ad angolo, aveva la parte superiore illuminata dal sole e specialmente verso il tramonto faceva un bell’effetto con il suo colore chiaro che spiccava sul grigio dominante. Mi chiedevo chi abitasse lì e pensavo che mi sarebbe piaciuto un giorno salire lì sopra ed affacciarmi da quel balcone ad angolo all’ultimo piano. C’era qualcosa di particolare in quella casa, non so cosa, ma sicuramente gradevole. Prima che andassi da lei, sapevo già che Anna qui a Palermo abitava in quella zona ma non conoscevo il punto esatto, così la prima volta che sono andato a casa sua con il collega, sono rimasto sorpreso nel vedere che stava proprio in quel palazzo, in quell’appartamento all’ultimo piano e che la sua camera dava proprio sul balcone ad angolo. Sono successe tante cose in quel periodo, ho fatto tante cose, ho conosciuto tante persone nuove, altre si sono rifatte vive dopo tanto tempo, altre ancora sono sparite per sempre. Ricordo tanta voglia di fare, pensieri positivi, era primavera. Adesso è tutto finito e ormai quella è un’altra vita.

     

    Studiavamo in tre nella sua stanza, di sera dopo cena, all’inizio restavamo fino a mezzanotte, poi un po’ alla volta sempre più tardi, e poi anche di giorno: gli esami si avvicinavano e noi eravamo sempre molto indietro col lavoro. Ogni tanto avevo la sensazione che ci fosse un’altra persona con noi nella stanza ma non ci facevo caso, per me è normale provare certe sensazioni. La casa comunque era molto bella e di giorno lo era ancora di più. Poi c’erano le ragazze e questo la rendeva ancora più gradevole. A volte capitava di passare delle giornate intere a casa sua, di solito però ci vedevamo diverse volte durante il giorno. Il più delle volte andavo a piedi, ma non mi pesava, camminavo per la città antica che amo tanto. Andavo a piedi anche dall’altra collega che a un certo momento si era aggiunta a noi, ma la cosa mi pesava molto e casa sua non mi attraeva, mi respingeva, poi c’era il marito… e lei stessa, invidiosa di Anna (quante me ne ha dette contro di lei!).

     

    C’era qualcosa di “strano” in quella casa, la casa di Anna intendo. Una sera durante una pausa fumo (io non fumo, ma conviene studiare o lavorare con colleghi che fumano, perché fanno molte pause ed è una buona occasione per staccare), c’era con noi una delle ragazze che se ne uscì dicendo: “in questa casa c’è una presenza, e si trova di solito nella  mia stanza, la sente anche Irene”. La descrizione che ne fece corrispondeva alla sensazione che provavo io nella camera di Anna. Mi venne in mente che la sua era l’unica stanza in cui non entravo, restavo sempre sulla soglia, ma non dissi nulla, per non farla spaventare, e poi le mie sono solo sensazioni, niente di reale. Ma lei era già terrorizzata di suo e passò il resto della serata in camera con noi. Ho sentito tante storie di “presenze” nelle case del centro storico, non so se lì ci fosse realmente  qualcosa, non so perché in tre provassimo queste sensazioni identiche, so solo che se c’era qualcosa era qualcosa di positivo.  

     

    Sono passati anni ormai, Anna già da un pezzo non abita più lì, non sta più qui a Palermo. Delle altre ragazze non so nulla. Per un bel pezzo non sono passato da quella zona e  non ho visto quella casa, anche se solo da fuori. Adesso ogni tanto mi capita di passarci sotto, di vedere il portone, il balcone ad angolo, la persiana verde della sua stanza (chissà chi ci sta adesso). Non provo più la stessa attrazione, non mi dice più niente…

     

    No, non è vero, ogni volta che passo guardo sempre in alto, verso quella casa luminosa, ma non provo più nostalgia per quel periodo, per le persone che conoscevo allora. Quella era un’altra vita.

     

     

     
    March 10

    Eterosessualità

     

    Eterosessualità, è polemica sul gene deviato
    Studio sui gemelli smentirebbe la teoria dell’origine genetica.
    E negli Usa scoppia la moda dell’intervento “dissuasivo” del Dr No
     

    Chissà quante volte ve lo siete chiesto: eterosessuali si nasce o si diventa? L’attrazione sessuale e affettiva per le persone del sesso opposto ha un’origine genetica o è una scelta dettata dal libero arbirtrio? Se siamo di fronte ad una condizione scritta nei cromosomi si può intervenire in qualche modo per “curarla” e condurre, anche se con difficoltà e con tempi lunghi, verso una “sana” omosessualità? Se invece si tratta di una scelta personale, di uno stile di vita, per quanto criticabile, non sarebbe più giusto rispettare democraticamente le persone che, con il pretesto della riproduzione della specie, preferiscono avere relazioni sentimentali e sessuali con il sesso opposto? Illustri psicoanalisti hanno sostenuto per tanto tempo che l’eterosessualità deriva da fattori ambientali, dal clima familiare, dagli insegnamenti dei genitori e, nello specifico, quasi sicuramente da un padre poco protettivo. Nel caso di due gemelli, uno omosessuale e uno eterosessuale, vissuti in famiglia ed educati allo stesso modo, si verifica un fenomeno che mette in seria discussione le teorie ambientali e induce a pensare ad un’origine genetica dell’orientamento eterosessuale. Ma i gemelli identici condividono il 100% dei geni. Se uno è eterosessuale dovrebbe esserlo anche l’altro: invece lo è solo nel 48 % dei casi, come dire scommettere su testa o croce. Due fratelli adottivi, che non hanno geni in comune, hanno più probabilità di essere eterosessuali che non i fratelli biologici che condividono il 50% del patrimonio genetico. Nonostante queste considerazioni siano state fatte e rifatte molte volte, periodicamente i giornali ci informano, con dovizia di termini “scientifici” che un valente scienziato nella tranquillità di un anonimo laboratorio ha individuato, finalmente, il gene deviato, il segno dell’eterosessualità impresso nel dna che induce a comportamenti sessuali contronatura e poco affettivi perché motivati dalla mera necessità riproduttiva. E ogni volta si riapre il dibattito: scelta o non scelta? Istinto perverso o incapacità sentimentale? E alla fine ci si chiede: a chi serve scoprire che l’eterosessualità ha origine genetica? Forse perché l’eterosessualità sta assumendo sempre di più i connotati di un’anomalia che, opportunamente curata, può “guarire”. Negli Stati Uniti lo psicologo di origine nipponica Isaku No “cura” gli eterosessuali che decidono di risolvere le loro difficoltà con speciali terapie dissuasive. Secondo la sua esperienza l’eterosessualità si configurerebbe come una sorta di disturbo che, in alcuni casi e con una grande motivazione e forza di volontà da parte del paziente, può essere superato, risolto. Più difficile intervenire con chi ha un atteggiamento sicuro della propria condizione e vive con orgoglio l’eterosessualità. Lascia molto perplessi l’ostinazione di chi addirittura ne vuole fare una specie di supremazia e lo testimonia ogni giorno con l’ostentazione dell’attrazione per il sesso opposto: machismo per gli uomini che esagerano il loro aspetto virile e non parlano altro che di attributi sessuali femminili (tette, culi, fighe), femminilismo per le donne che civettano e si abbelliscono soltanto per suscitare l’interesse sessuale dei maschi. supporto dei loro comportamenti portano spesso ad esempio le abitudini sessuali di molte specie animali senza tener conto che così facendo confermano di essere poco umani, anormali. Come se non bastasse, poi, vogliono anche gli stessi diritti degli altri cittadini, chiedono che le loro unioni scandalose vengano riconosciute per legge: di questo passo vorranno anche costituire delle vere famiglie e, addirittura, occuparsi dei figli nati dai loro amplessi viziosi. Un noto monsignore ha affermato: «Le coppie eterosessuali vanno contro la legge naturale e un’unione – anche se affettivamente stabile nel goffo tentativo di imitare una vera famiglia - tra due persone di sesso opposto è contro la natura. In passato si accusava la Chiesa di essere contro il corpo. Oggi, questo stesso corpo, ci tocca difenderlo per non ledere la struttura naturale della sessualità. Non credo che il legame tra due persone di sesso opposto sia salutare per la loro socializzazione e la loro stabilità».

    BASTA. Abbiamo scherzato, ci siamo divertiti a giocare sostituendo il concetto di omosessualità con quello di eterosessualità nello sciocchezzario che di fatto compone le ipotesi scientifiche e terapeutiche che, a tutti i costi e con poca utilità, vogliono dimostrare che l’amore gay e quello lesbico debbono necessariamente avere un’eziologia, come nel caso delle malattie. Abbiamo scambiato le carte in tavola, ribaltato i luoghi comuni, usato l’ironia e il grottesco. Ma tutto a fin di bene, senza voler ferire nessuno: soltanto con la modesta pretesa di indurre a una riflessione che possa far vacillare, anche se solo per poco, le convinzioni dei più tenaci omofobi.

     

    Articolo di Saverio Aversa, da “Liberazione” del 10/03/2007

     

     
    Il fatto è che quasi all'improvviso si scopre che un tizio con cui finora si è sempre usciti, molto probabilmente è gay. Tutti, bene o male se ne accorgono, ma nessuno lo dice. Tranne un deficiente (io) che però non lo fa certo per cattiveria. Tutti gli altri dicono: "uuuh ce ne eravamo accorti da un pezzo! Ma non c'è nessun problema". Il tizio conosce delle ragazze e finchè le invita non ci sono problemi. Ad un certo momento alcune di queste partono e le altre non si fanno più vedere, gli altri a questo punto non vogliono più uscire con lui. All'inizio prendono scuse, tipo che abita troppo lontano eccetera. Poi però dai discorsi si capisce qual'è il vero motivo.
    Il bello è che l'ho conosciuto tramite loro ed ora sono io ad insistere perchè esca con noi:
     
    Io: "ho sentito X se usciamo glielo diciamo"
    E : "... si... ma... veramente..."
    Io: veramente?
    E : "senti X no E non lo vuole."
    Io: "Ah è lei... vabbè..."
      
     
    March 09

    Cosa sono le nuvole

     
      

     

    Cosa sono le nuvole

    Domenico Modugno - Pier Paolo Pasolini
     

    Che io possa esser dannato
    se non ti amo
    e se così non fosse
    non capirei più niente
    tutto il mio folle amore
    lo soffia il cielo
    lo soffia il cielo
    così

    ahh ma l'erba soavemente delicata
    di un profumo che da gli spasimi
    ahh tu non fossi mai nata
    tutto il mio folle amore
    lo soffia il cielo
    lo soffia il cielo
    così

    il derubato che sorride
    ruba qualcosa al ladro
    ma il derubato che piange
    ruba qualcosa a se stesso
    perciò io vi dico
    finché sorriderò
    tu non sarai perduta

    ma queste son parole
    e non ho mai sentito
    che un cuore, un cuore affranto
    si cura
    l'unico e tutto il mio folle amore
    lo soffia il cielo
    lo soffia il cielo
    così

     
    March 08

    Hey Joe

     
    Hey Joe
    Jimi Hendrix - Are you experencied? 1967
     
    Hey joe, where you goin' with that gun of your hand
    Hey joe, i said where you goin' with that gun in your hand, oh
    I'm goin' down to shoot my old lady
    You know i caught her messin' 'round with another man
    Yeah, i'm goin' down to shoot my old lady
    You know i caught her messin' 'round with another man
    Huh! and that ain't cool
    Huh hey hoe, i heard you shot your mamma down
    You shot her down now
    Hey joe, i heard you shot your lady down
    You shot her down in the groud yeah!
    Yeah!
    Yes, i did, i shot her
    You know i caught her messin' round messin' round town
    Huh, yes i did i shot her
    You know i caught my old lady messin' 'round town
    And i gave her the gun
    And i shot her
    Alright
    Shoot her one more time again baby!
    Yeah!
    Oh dig it
    Oh alright
    Hey joe,
    Where you gonna run to now where you gonna go
    Hey joe, i said
    Where you gonna run to now where you gonna go
    I'm goin' way down south
    Way down to mexico way
    Alright
    I'm goin' way down south
    Way down where i can be free
    Ain't no one gonna find me
    Ain't no hang-man gonna
    He ain't gonna put a rope around me
    You better believe it right now
    I gotta go now
    Hey, joe
    You better run on down
    Goodbye everybody
    Hey hey joe
     
     
    March 06

    Io so tutto ma non ho le prove

     

    Io so tutto: professoresse che insegnano in ingegneria con tanto di titoli, che non hanno mai fatto un progetto in vita loro, che quand’erano studentesse negli anni ’90 se li facevano fare da uno studio tecnico. Un professore, anche lui studente negli anni ’90, che ancora adesso, alla tenera età di quarant’anni e passa, gioca a calcetto con gli studenti, che lo fanno segnare e si prendono la materia con relativa facilità, per non parlare di quelli che “fanno spogliatoio” con lui. Ragazze, sempre di ingegneria, che si fanno fare i lavori dai colleghi maschi, “ricambiando” poi il favore. Prove scritte consegnate giorni dopo l’esame, con comodo, nell’ufficio del professore. Persone che chiedono, che ti assillano, che pretendono che tu faccia qualcosa per loro. C’è stato chi è arrivato persino a chiedermi di mettere il suo nome nel mio compito scritto! Naturalmente non l’ho fatto. Il 18 poi l’ha preso, ma tanto lo diceva: “in segreteria un 18 si può sempre comprare”. E poi ancora telefonate nell’ufficio del professore per fare pressioni, elenchi di persone segnalate, figli, nipoti, parenti vari di professori che fanno carriere brillanti. Onorevoli che presenziano agli esami di laurea. Io so tutto ma non ho le prove. Tutto quello che ho scritto ha solo il valore di un pettegolezzo, non vale nulla.

     

    March 02

    Il testamento di Tito

     

    Il testamento di Tito
    Fabrizio De Andrè

    Tito:
    "Non avrai altro Dio all'infuori di me,
    spesso mi ha fatto pensare:
    genti diverse venute dall'est
    dicevan che in fondo era uguale.

    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.
    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.

    Non nominare il nome di Dio,
    non nominarlo invano.
    Con un coltello piantato nel fianco
    gridai la mia pena e il suo nome:

    ma forse era stanco, forse troppo occupato,
    e non ascoltò il mio dolore.
    Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
    davvero lo nominai invano.

    Onora il padre, onora la madre
    e onora anche il loro bastone,
    bacia la mano che ruppe il tuo naso
    perché le chiedevi un boccone:

    quando a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.
    Quanto a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.

    Ricorda di santificare le feste.
    Facile per noi ladroni
    entrare nei templi che rigurgitan salmi
    di schiavi e dei loro padroni

    senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.
    Senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.

    Il quinto dice non devi rubare
    e forse io l'ho rispettato
    vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
    di quelli che avevan rubato:

    ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.
    Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.

    Non commettere atti che non siano puri
    cioè non disperdere il seme.
    Feconda una donna ogni volta che l'ami
    così sarai uomo di fede:

    Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
    e tanti ne uccide la fame.
    Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
    ma non ho creato dolore.

    Il settimo dice non ammazzare
    se del cielo vuoi essere degno.
    Guardatela oggi, questa legge di Dio,
    tre volte inchiodata nel legno:

    guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.
    Guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.

    Non dire falsa testimonianza
    e aiutali a uccidere un uomo.
    Lo sanno a memoria il diritto divino,
    e scordano sempre il perdono:

    ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.
    Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.

    Non desiderare la roba degli altri
    non desiderarne la sposa.
    Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
    che hanno una donna e qualcosa:

    nei letti degli altri già caldi d'amore
    non ho provato dolore.
    L'invidia di ieri non è già finita:
    stasera vi invidio la vita.

    Ma adesso che viene la sera ed il buio
    mi toglie il dolore dagli occhi
    e scivola il sole al di là delle dune
    a violentare altre notti:

    io nel vedere quest'uomo che muore,
    madre, io provo dolore.
    Nella pietà che non cede al rancore,
    madre, ho imparato l'amore"

     
    March 01

    Cielo di marzo

     

    Dopo il cielo di febbraio non poteva certo mancare il cielo di marzo

     

    Ieri sera a Sanremo

     
    Serata "impegnata" quella di ieri a Sanremo, bene. Mi riferisco al pezzo di Fabrizio Moro ed anche all'intervento di Ficarra e Picone dedicato a Pino Puglisi, molto bello. Appena trovo il testo lo inserisco nel blog. Intanto mi piacerebbe ricordare una battuta fatta durante il pezzo dei due lagnusi (i nati stanchi), credo che fosse così:
     
    Ficarra: fra un po' ci saranno le elezioni, tu ci vai a votare?
    Picone: no, grazie a Dio non mi serve niente