Francesco's profileIn direzione ostinata e ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 23

    Raggio di Sole

     
    Oggi ho ritrovato una vecchia canzone di quand'ero piccolo, di De Gregori, erano anni che non l'ascoltavo, l'avevo dimenticata:
     
     
    Raggio di Sole
     
    Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi
    a questi laghi bianchi come la neve, sotto i tuoi passi stanchi
    a questo amore a questa distrazione, a questo carnevale
    dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male.
    A questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole
    benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare
    e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano
    un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano
    Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno
    a tutti i clackson della mattina, a questo mondo gi troppo pieno
    a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare
    ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare
    A questa luna tranquilla, che si siede dolcemente
    in mezzo al mare c'è qualche nuvola ma non fa niente
    perché lontano passa una nave, tutte le luci sono accese
    benvenuto figlio di nessuno, benvenuto in questo paese.
    October 19

    Odio la mafia

     

     

    October 16

    Il carcere dei penitenziati presso lo Steri

     
     

    Lo Steri fu sede dell’Inquisizione, detta anche S. Offizio, dal 1551 al 1782, anno della sua abolizione. In quell’anno infatti, il vicerè Caracciolo ordinò la chiusura del tribunale e ne fece distruggere l’archivio. Si racconta che il rogo sia durato più di ventiquattr’ore, e insieme ai documenti furono bruciati anche gli strumenti di tortura, le vesti che venivano fatte indossare agli imputati di eresia, le mitre, ed anche i quadri che raffiguravano i metodi di tortura utilizzati durante gli interrogatori. Con la distruzione dell’archivio si è persa per sempre la possibilità di ricostruire le vicende del Tribunale, le storie di chi ha avuto la sventura di caderci dentro, i nomi di tutta la serie di personaggi che ne appoggiava il lavoro: delatori e spie incaricati di fornire prove contro le persone sospettate, ed anche i legami con il potere e con le famiglie più in vista del tempo. Il marchese di Villabianca a proposito riferisce che molti personaggi illustri erano “familiari” , cioè affiliati al Sant’Offizio: “è, che all’onore di essere ascritti nel libro rosso de’ familiari del Sant’Uffizio non era solito che ammettere gli ottimi”. Un vantaggio reciproco in pratica.

                Non tutto però è andato perso, perché proprio nel carcere dei penitenziati nei pressi dello Steri (oggi sede del rettorato dell’università) durante dei lavori di restauro sono stati scoperti sotto gli intonaci i graffiti dei prigionieri. Si tratta di poesie, preghiere, disegni, che un po’ alla volta stanno venendo alla luce, a volte anche con date e nomi, da cui è quindi possibile ricostruire, almeno in parte, la storia di queste persone. Si trattava spesso di artisti, di intellettuali, che si trovavano “al di fuori” del pensare comune e presentati quindi come eretici o come personificazione del demonio.

    C’erano anche tante persone “comuni” che non essendo né artisti né intellettuali non hanno lasciato alcun segno e di questi non si saprà mai nulla. In ogni caso, questi segni rappresentano un atto di accusa contro le ingiustizie di un potere e anche di una società che non accetta, per convenienza o per calcolo, il pensiero diverso, non allineato con il “comune sentire”.

    Battaglia di Lepanto (foto di Valentina)

    October 09

     

    La cosa più importante è come ciascuno vede se stesso

     

     

    September 25

    Ode al gatto

     
    Malinconia, cattivo umore, pensieri neri.. cercavo qualcosa, non so neanch'io cosa (evidentemente non sono capace di esprimere i miei sentimenti), poi ho trovato questa poesia di Neruda dedicata al gatto e la cosa mi ha divertito:
     
     
    Ode al gatto
     
    Gli animali furono
    imperfetti,
    lunghi di coda, plumbei
    di testa.
    Piano piano si misero in ordine,
    divennero paesaggio,
    acquistarono nèi, grazia, volo.
    Il gatto,
    soltanto il gatto
    apparve completo
    e orgoglioso:
    nacque completamente rifinito,
    cammina solo e sa quello che vuole.
     
    L'uomo vuol essere pesce e uccello,
    il serpente vorrebbe avere ali,
    il cane è un leone spaesato,
    l'ingegnere vuol essere poeta,
    la mosca studia per rondine,
    il poeta cerca di imitare la mosca,
    ma il gatto
    vuol solo essere gatto
    ed ogni gatto è gatto
    dai baffi alla coda,
    dal fiuto al topo vivo,
    dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.
     
    Non c'è unità
    come la sua,
    non hanno
    la luna o il fiore
    una tale coesione:
    è una sola cosa
    come il sole o il topazio,
    è l'elastica linea del suo corpo,
    salda e sottile, è come
    la linea della prua di una nave.
    I suoi occhi gialli
    hanno lasciato una sola
    fessura
    per gettarvi le mionete della notte.
     
    Oh piccolo
    imperatore senz'orbe,
    conquistatore senza patria,
    minima tigre da salotto, nuziale
    sultano del cielo
    delle tegole erotiche,
    il vento dell'amore
    all'aria aperta
    reclami
    quando passi
    e posi
    quattro piedi delicati
    sul suolo,
    fiutando,
    diffidando
    di ogni cosa terrestre,
    perchè tutto
    è immondo
    per l'immacolato piede del gatto.
     
    Oh fiera indipendente
    della casa, arrogante
    vestigio della notte,
    neghittoso, ginnastico
    ed estraneo,
    profondissimo gatto,
    poliziotto segreto
    delle stanze,
    insegna
    di un
    irreperibile velluto,
    probabilmente non c'è
    enigma
    nel tuo contegno,
    forse non sei mistero,
    tutti sanno di te ed appartieni
    all'abitante meno misterioso,
    forse tutti si credono
    padroni,
    proprietari, parenti
    di gatti, compagni,
    colleghi,
    discepoli o amici
    del proprio gatto.
     
    Io no.
    Io non sono d'accordo.
    Io non conosco il gatto.
    So tutto, la vita e il suo arcipelago,
    il mare e la città incalcolabile,
    la botanica,
    il gineceo coi suoi peccati,
    il per e il meno della matematica,
    gli imbuti vulcanici del mondo,
    il guscio irreale del coccodrillo,
    la bontà ignorata del pompiere,
    l'atavismo azzurro del sacerdote,
    ma non riesco a decifrare un gatto.
    Sul suo distacco la ragione slitta,
    numeri d'oro stanno nei suoi occhi.
     
    Pablo Neruda
     
    September 22

    Spleen

    Spleen

     

    Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
    Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
    Et que de l'horizon embrassant tout le cercle
    Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

    Quand la terre est changée en un cachot humide,
    Où l'Espérance, comme une chauve-souris,
    S'en va battant les murs de son aile timide 
    Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

    Quand la pluie étalant ses immenses traînées 
    D'une vaste prison imite les barreaux,
    Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées
    Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

    Des cloches tout à coup sautent avec furie 
    Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
    Ainsi que des esprits errants et sans patrie
    Qui se mettent à geindre opiniâtrement.

    -Et de longs corbillards, sans tambours ni musique, 
    Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir, 
    Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,
    Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

     

    Baudelaire, Les fleurs du mal   LXXVIII.

    Spleen

     

     Quando come un coperchio il cielo pesa grave e basso sull'anima gemente
    in preda a lunghi affanni, e quando versa
    su noi, dell'orizzonte tutto il giro
    abbracciando, una luce nera e triste
    più delle notti; e quando si è mutata
    la terra in una cella umida, dove
    se ne va su pei muri la Speranza
    sbattendo la sua timida ala, come
    un pipistrello che la testa picchia
    su fradici soffitti; e quando imita
    la pioggia, nel mostrare le sue strisce
    infinite, le sbarre di una vasta
    prigione, e quando un popolo silente
    di infami ragni tende le sue reti
    in fondo ai cervelli nostri, a un tratto
    furiosamente scattano campane,
    lanciando verso il cielo un urlo atroce
    come spiriti erranti, senza patria,
    che si mettano a gemere ostinati.
    E lunghi funerali lentamente
    senza tamburi sfilano né musica
    dentro l'anima: vinta, la Speranza
    piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio
    pianta, despota, il suo vessillo nero.

     

    Baudelaire, Les fleurs du mal   LXXVIII.


     

    Appocundria

     

    Appocundria me scoppia
    ogne minuto 'mpietto
    pecchè passanno forte
    haje sconcecato 'o lietto
    appocundria 'e chi è sazio
    e dice ca è diuno
    appocundria 'e nisciuno
    …Appocundria 'e nisciuno.

     

    Pino Daniele

     

    September 19

     

    Certo che contare i tombini deve essere un lavoro molto pesante e di grande responsabilità, se il comune di Palermo assume apposta delle persone per farlo a 800 euro al mese. E ne assume altre perchè ne controllino il lavoro. In totale sono una settantina. Negli ultimi tre anni sono state assunte quasi quattrocento persone nelle municipalizzate per chiamata diretta, senza alcun concorso, e si è scoperto in seguito che sono parenti o comunque vicini a personaggi politici locali.

    La regione è un pozzo senza fine uno spreco continuo e inutile di risorse, un esempio è lo studio di fattibilità per un tunnel fra Mazara del Vallo e Tunisi (hanno preso spunto da Ficarra e Picone?), e intanto vengono cancellati 1700 posti letto negli ospedali. Senza contare gli stipendi stratosferici che prendono gli assessori regionali. Sembra che Cuffaro guadagni più di Prodi, ma sono solo voci che girano…

    A proposito di Cuffaro, parlando in giro con le persone, sembra che tutti desiderassero che vincesse la Borsellino. Nessuno avrebbe votato per lui. Ma chi lo ha eletto allora? Forse si vergognano ad ammetterlo.

     

    Per saperne di più, qui:

    http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/palermo-tombini/palermo-tombini/palermo-tombini.html

    September 18

     
    Epilessia, malefica dea
    che insegni
    ai tuoi figli bastardi
    a sottrarre
    secondi alla notte;
    la pena di morte è
    ad ogni istante.
    Ad ogni istante
    il viso può schiantare
    nel selciato
    dove
    calpestati e rinnegati
    crescon fiori
    il cui nome nessuno conosce.
     
    Remo Bassini
    September 16

    A muso duro

    Volevo inserire la canzone "A muso duro" nel media player, ma non è stato possibile. Inserisco il testo, provando ad immaginare la voce di Pierangelo Bertoli che la canta.

     

    A muso duro

    Pierangelo Bertoli

    F.Urzino - P.A.Bertoli

    (1979)

    E adesso che farò, non so che dire
    e ho freddo come quando stavo solo
    ho sempre scritto i versi con la penna
    non ordini precisi di lavoro.
    Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
    e quelli che rubavano un salario
    i falsi che si fanno una carriera
    con certe prestazioni fuori orario
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Ho speso quattro secoli di vita
    e ho fatto mille viaggi nei deserti
    perché volevo dire ciò che penso
    volevo andare avanti ad occhi aperti
    adesso dovrei fare le canzoni
    con i dosaggi esatti degli esperti
    magari poi vestirmi come un fesso
    per fare il deficiente nei concerti.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    Non so se sono stato mai poeta
    e non mi importa niente di saperlo
    riempirò i bicchieri del mio vino
    non so com'è però vi invito a berlo
    e le masturbazioni celebrali
    le lascio a chi è maturo al punto giusto
    le mie canzoni voglio raccontarle
    a chi sa masturbarsi per il gusto.
    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
    E non so se avrò gli amici a farmi il coro
    o se avrò soltanto volti sconosciuti
    canterò le mie canzoni a tutti loro
    e alla fine della strada
    potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

     

        

     

     

     Io praticamente non seguo il calcio, però... West Ham - Palermo 0-1

    alla facciazza loro!

    September 14

    Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
    Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?
     
    Richard Bach
    September 11

    Il lampo

     
     
     Il lampo
     
    E cielo e terra si mostrò qual era:
    la terra ansante, livida, in sussulto;
    il cielo ingombro, tragico, disfatto:
    bianca bianca nel tragico tumulto
    una casa apparì sparì d'un tratto;
    come un occhio, che, largo esterefatto,
    s'aprì si chiuse, nella notte nera.
     
     
     
    Giovanni Pascoli
     
     
     
     

    Il tempo fugge

     

    E' una cosa che proprio non riesco a sopportare: il tempo che passa e cancella tutto, ti fa conoscere persone nuove e contemporaneamente ti porta via gli amici, le persone che ami, persone che vorresti vedere ancora e sai che forse non vedrai più, di altre invece non ti lascia nemmeno la nostalgia

     

    September 09

    ...

    September 04

    ...

     

    Ieri sera a cena con persone praticamente sconosciute. Un bel posto, sul mare, l’aria fresca di settembre. Settembre. Si ricomincia a vivere dopo la pausa estiva, altre facce, altri nomi, altri occhi, altri sorrisi.

    August 22

    Io sono fiero

     
    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano.
     
    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché… Europa, Africa, Occidente, Oriente… E’ proprio la posizione che è comoda.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché siamo nati comodi.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché… questo mare, queste spiagge, questo sole!

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché a parte questo mare, queste spiagge, questo sole…

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché da noi è nata la civiltà.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché da noi è nato Emilio Fede.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché almeno Castelli è nato altrove.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché almeno altrove hanno qualcuno che li difende.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché… Arabi, Francesi, Spagnoli, Borboni… Abbiamo resistito a mille invasioni.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché va bene le invasioni! Ma a dare sessantuno deputati su sessantuno a Forza Italia non c’avrebbero sperato nemmeno i Borboni.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché ci adattiamo a qualsiasi cosa.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché ci accontentiamo di qualsiasi cosa.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché… ”Aspetta… Calma… Ma che fretta c’è?”

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché… ”Aspetta… Calma… Ma che fretta c’è?”
     
    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché guardo il nostro cielo e penso che ha ispirato mille poeti.
     
    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché guardo il rubinetto secco e “mi sovvien l’eterno”.
     
    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché di qualsiasi cosa noi ne cogliamo sempre l’aspetto comico.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché non prendiamo nulla sul serio.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano, quando vedo per la mia città carovane di turisti, quasi sempre tedeschi, in pantaloncini corti a dicembre e dico: “Ma questi ad agosto come verranno?”

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché ancora oggi sento dire: “Lascia perdere, è sempre stato così, ma chi te lo fa fare…”

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché siamo ottimisti.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché rispetto all’Europa, anche a voler essere ottimisti, siamo vent’anni indietro.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché se Dio vuole tra vent’anni li raggiungeremo.

    PICONE : Io mi vergogno perché nessuno s’indigna più per una Palermo-Messina iniziata quarant’anni fa e mai finita.

    FICARRA: Io sono fiero perché pur di lavorare onestamente ci facciamo ancora tremila chilometri.

    PICONE : Io mi vergogno perché ancora oggi sento dire: “Ai tempi della Democrazia Cristiana mangiavano ma facevano mangiare”.

    FICARRA: Io sono fiero perché da noi la famiglia ha ancora un senso. Alle volte due!

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano, perché se mi capita di essere chiamato mafioso a Milano, internamente mi scatta una sensazione di potere.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché Falcone, Borsellino, padre Puglisi… SONO siciliani.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché falcone, Borsellino, padre Puglisi… ERANO siciliani.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché Libero Grassi ne era fiero.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché internamente penso che Libero Grassi se l’è cercata.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché mi sento di appartenere a qualcosa di grande.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché ci mancherà sempre qualcosa per essere grandi.

    FICARRA: Io sono fiero di essere siciliano perché è la cosa più bella che mi ha lasciato mio padre.

    PICONE : Io mi vergogno di essere siciliano perché è l’unico modo per farmi sentire.

    FICARRA: Io sono fiero di averla lasciata questa Sicilia, così un giorno potrò dire ai miei figli: “Lo vedi che cosa ti ho risparmiato?”.

    PICONE : Io invece non la voglio lasciare questa Sicilia. Non la voglio lasciare, così... Perchè voglio vincere.
     
     
     
    Sinceramente volevo parlare d'altro, ma poi ho trovato questo pezzo di Ficarra e Picone. Grandi
     
    August 08

    Le stelle...

     
    Non bisogna mai smettere di guardarle...
    August 04

    finalmente

    finalmente sono riuscito a caricare due immagini, vediamo se potrò sistemare questo spazio in maniera decente
    July 24

    La calunnia è un venticello...

     

    La calunnia è un venticello
    Rossini - Il Barbiere di Siviglia
     
    La calunnia è un venticello
    Un'auretta assai gentile
    Che insensibile sottile
    Leggermente dolcemente
    Incomincia a sussurrar.
    Piano piano terra terra
    Sotto voce sibillando
    Va scorrendo, va ronzando,
    Nelle orecchie della gente
    S'introduce destramente,
    E le teste ed i cervelli
    Fa stordire e fa gonfiar.
    Dalla bocca fuori uscendo
    Lo schiamazzo va crescendo:
    Prende forza a poco a poco,
    Scorre già di loco in loco,
    Sembra il tuono, la tempesta
    Che nel sen della foresta,
    Va fischiando, brontolando,
    E ti fa d'orror gelar.
    Alla fin trabocca, e scoppia,
    Si propaga si raddoppia
    E produce un'esplosione
    Come un colpo di cannone,
    Un tremuoto, un temporale,
    Un tumulto generale
    Che fa l'aria rimbombar.
    E il meschino calunniato
    Avvilito, calpestato
    Sotto il pubblico flagello
    Per gran sorte va a crepar.


     
     
     
    May 30

    Smisurata preghiera (Fabrizio De Andrè)

     
     
    Smisurata preghiera
    Fabrizio De Andrè - Anime salve (1996)
     
    Alta sui naufragi
    dai belvedere delle torri
    china e distante sugli elementi del disastro
    dalle cose che accadono al disopra delle parole
    celebrative del nulla
    lungo un facile vento
    di sazietà di impunità

    Sullo scandalo metallico
    di armi in uso e in disuso
    a guidare la colonna
    di dolore e di fumo
    che lascia le infinite battaglie al calar della sera
    la maggioranza sta la maggioranza sta
    recitando un rosario
    di ambizioni meschine
    di millenarie paure
    di inesauribili astuzie

    Coltivando tranquilla
    l'orribile varietà
    delle proprie superbie
    la maggioranza sta
    come una malattia
    come una sfortuna
    come un'anestesia
    come un'abitudine

    per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
    col suo marchio speciale di speciale disperazione
    e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
    per consegnare alla morte una goccia di splendore
    di umanità di verità

    per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
    e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
    con improbabili nomi di cantanti di tango
    in un vasto programma di eternità

    ricorda Signore questi servi disobbedienti
    alle leggi del branco
    non dimenticare il loro volto
    che dopo tanto sbandare
    è appena giusto che la fortuna li aiuti
    come una svista
    come un'anomalia
    come una distrazione
    come un dovere
     
     

     

     

    May 26

    Nuovo spazio msn

    riproviamo....